Eugenio Bennato ha così presentato la sua ultima fatica discografica: “il titolo Questione meridionale l’ho preso in prestito dall’espressione coniata al Parlamento di Torino appena avvenuta l’Unità d’Italia, perché nel mio lavoro di questione meridionale si è sempre trattato dalla Nuova Compagnia di Canto Popolare a Musicanova a Taranta Power. I miei maestri sono stati la gente anonima del profondo sud, con le voci e gli strumenti che sono espressione di un umanità sommessa che viene dal Mediterraneo e ha dato voce ai flussi migratori della storia. Una musica reale e concreta con un ritmo che nasce e vive nel contatto diretto tra la gente, al di fuori dalle logiche del mercato.
Le feste che coinvolgono migliaia di ragazzi, le scuole di taranta che nascono nelle città, i tamburi e le chitarre battenti che gli artigiani illuminati hanno ripreso a costruire, la fioritura di nuovi artisti che recuperano i loro dialetti e i ritmi tradizionali, sono tutti eventi sorprendentemente attuali che segnalano un ritorno, imprevedibile e positivo, di una creativa questione meridionale che ha a che fare con un modo nuovo e antico di fare sentire la musica”.
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